Libretto di risparmio degli anni '60 trovato in casa: cosa fare

Non è raro che, durante una successione o nel riordino di vecchi documenti di famiglia, emergano libretti di risparmio risalenti a molti decenni fa. Una delle domande più frequenti riguarda la possibilità di ottenere oggi il rimborso delle somme annotate su tali titoli.

Secondo l'orientamento consolidato della giurisprudenza, il libretto di deposito nominativo non perde automaticamente efficacia con il trascorrere del tempo. Si tratta infatti di un documento che legittima il titolare a richiedere la restituzione delle somme depositate e le annotazioni in esso contenute costituiscono un importante mezzo di prova nei rapporti con la banca.

Un aspetto particolarmente rilevante riguarda la prescrizione. La Corte di Cassazione ha chiarito che il diritto alla restituzione delle somme non si prescrive semplicemente per il decorso del tempo, poiché, in assenza di un termine contrattuale di scadenza, la prescrizione decorre dalla richiesta di rimborso avanzata dal cliente.

Ciò non significa, tuttavia, che sia sempre possibile ottenere il pagamento. Il principale ostacolo è rappresentato dalla disciplina dei depositi dormienti. I rapporti rimasti inattivi per oltre dieci anni possono essere estinti e le relative somme trasferite al Fondo istituito presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze, previa osservanza degli obblighi di comunicazione previsti dalla legge. In tal caso, l'eventuale rimborso dovrà essere richiesto attraverso le procedure gestite da Consap.

Chi rinviene un vecchio libretto dovrebbe pertanto verificare quale sia la banca oggi succeduta all'istituto originario, se il rapporto sia stato devoluto al Fondo dei depositi dormienti e se sussistano i presupposti per la riscossione in qualità di intestatario o erede.

Dal punto di vista economico, occorre inoltre considerare che le somme depositate non sono automaticamente soggette a rivalutazione monetaria. Ad esempio, un saldo di lire 2.719 registrato nel 1964 corrisponde oggi a circa 1,40 euro in valore nominale e, anche tenendo conto degli interessi legali maturati nel tempo, l'importo complessivo potrebbe risultare di entità molto modesta.

Il ritrovamento di un vecchio libretto di risparmio non implica necessariamente l'estinzione del diritto, ma rende indispensabili verifiche preliminari presso la banca successore o presso Consap. Prima di intraprendere qualsiasi iniziativa, è opportuno valutare attentamente la concreta possibilità di recupero delle somme e il rapporto tra l'eventuale importo ottenibile e i costi necessari per la procedura.

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