Dal modello Milano alla TUN: l'evoluzione del risarcimento danni

La recente introduzione della Tabella Unica Nazionale (TUN) nel sistema italiano di risarcimento del danno alla persona rappresenta un passaggio importante verso una maggiore uniformità dei criteri liquidativi. Trattandosi, tuttavia, di una disciplina entrata in vigore da poco, è naturale che la sua applicazione pratica sia ancora in fase di progressivo assestamento.

Per molti anni, la giurisprudenza ha fatto riferimento a criteri non vincolanti ma ampiamente condivisi. In particolare, le Tabelle elaborate dal Tribunale di Milano hanno costituito il parametro più diffuso a livello nazionale, grazie alla loro affidabilità, costante aggiornamento e capacità di adattarsi alle peculiarità del caso concreto. Pur non essendo previste da una norma di legge, esse hanno contribuito a garantire una significativa uniformità applicativa.

In questo contesto si inserisce la TUN, prevista dagli artt. 138 e 139 del Codice delle assicurazioni private (D.Lgs. n. 209/2005), come modificati nel tempo e, da ultimo, attuata con il D.P.R. 13 gennaio 2025, n. 12, che ha introdotto la disciplina per la liquidazione delle lesioni di non lieve entità. L’obiettivo è quello di assicurare una uniformità “legale” su tutto il territorio nazionale, superando le differenze applicative tra i vari tribunali.

Il funzionamento della TUN si fonda su un sistema strutturato: alla percentuale di invalidità permanente accertata in sede medico-legale corrisponde un determinato valore economico, modulato in base all’età del danneggiato, con la previsione di margini di personalizzazione del danno entro limiti definiti. Si tratta, dunque, di un modello che mira a coniugare certezza del criterio e attenzione al caso concreto.

Resta naturalmente da osservare come questo nuovo strumento si integrerà nella prassi applicativa. È verosimile che, almeno in una fase iniziale, la TUN possa convivere con i criteri già consolidati, continuando le Tabelle di Milano a svolgere un ruolo di riferimento interpretativo, soprattutto laddove emergano esigenze di adattamento o questioni non ancora del tutto chiarite.

In questo scenario, il ruolo dell’avvocato si conferma centrale. La corretta applicazione della TUN richiede infatti una valutazione tecnico-giuridica attenta, capace di valorizzare ogni elemento utile alla liquidazione del danno e di verificare la congruità delle soluzioni adottate, anche alla luce dell’esperienza maturata con i precedenti criteri.

In definitiva, la Tabella Unica Nazionale rappresenta un intervento di rilievo nel sistema del risarcimento del danno, destinato a incidere profondamente sulla materia. Sarà l’evoluzione della prassi e della giurisprudenza a definirne concretamente la portata, ma il percorso intrapreso appare orientato verso una maggiore certezza, uniformità ed equilibrio nella tutela della persona.



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