Un recente intervento normativo sembra aver reso stabile il regime agevolato per l’iscrizione volontaria al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) da parte dei religiosi stranieri. Il decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200 (cd. “Milleproroghe 2026”) è infatti intervenuto sull’art. 9, comma 7, del decreto-legge 29 marzo 2024, n. 39, eliminando il riferimento all’eccezionalità connessa al Giubileo 2025. Sebbene si tratti di una modifica testuale limitata, essa appare idonea a incidere in modo significativo sulla portata della disposizione, facendo venir meno il carattere temporaneo della misura. Resta ferma, sul piano generale, la previsione di cui all’art. 34, comma 3, del D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286, che stabilisce un contributo minimo annuo pari a 2.000 euro per l’iscrizione volontaria al SSN. Tuttavia, la normativa speciale introdotta nel 2024 – e ora priva di un esplicito limite temporale – sembra configurare una disciplina derogatoria per i religiosi stranieri, prevedendo un contributo ridotto. In tale prospettiva, si può ritenere che, per questa specifica categoria, la disciplina speciale sia destinata a trovare applicazione in via prevalente. La modifica normativa potrebbe inoltre contribuire a superare alcune criticità emerse nella prassi, dove in taluni casi veniva richiesto il contributo pieno ai religiosi cittadini dell’Unione europea, con possibili profili di disomogeneità rispetto ad altre situazioni analoghe. L’attuale formulazione della norma sembra invece orientata verso un’applicazione uniforme del regime agevolato, indipendentemente dalla cittadinanza. Resta fermo anche il riparto di competenze tra Stato e Regioni in materia sanitaria; tuttavia, la disposizione in esame potrebbe essere letta come espressione di un principio rilevante ai fini dell’uniformità delle prestazioni sul territorio nazionale, con conseguente necessità, per le amministrazioni regionali, di tenerne conto nell’ambito della propria attività organizzativa e applicativa. Pur in attesa di eventuali chiarimenti applicativi, il quadro normativo sembra dunque orientarsi verso la stabilizzazione del contributo ridotto per i religiosi stranieri, con possibili effetti rilevanti sulle prassi amministrative in materia di iscrizione volontaria al SSN.
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